Olio Extravergine D'Oliva

Turi Eccellenza Dell'Etna

vista sull'Etna con citazione degli Idilli di Teocrito

Le cultivar etnee

I nostri uliveti

  • Nocellara Etnea

    La Nocellara etnea (sin. Nuciddara, Ghiandolara, Augghiarola) è una cultivar di olivo presente in grande prevalenza sulle falde dell'Etna. Ha quindi il suo centro di coltura nella zona etnea ed è differente dalla varietà omonima coltivata nella Sicilia occidentale (Nocellara del Belice). L'albero ha rami e portamento pendulo, le sue foglie sono lanceolate e allungate. Le drupe di questa cultivar si segnalano innanzitutto per la pezzatura grossa, di forma ellittica ed un po' asimmetrica, questi frutti hanno apice appuntito e base arrotondata con umbone. Il rivestimento dei frutti, prima della maturazione, è di colore verde intenso, una volta maturato, risulta violaceo. Cultivar di pregio per le sue caratteristiche agronomiche e biologiche, la Nocellara etnea, è auto incompatibile ma non è una varietà semplice da coltivare a causa del fatto che le piantine trovano molta difficoltà ad attecchire ed a mettere radici. I suoi frutti sono dotati di particolari qualità organolettiche, sono infatti presenti polifenoli in elevate quantità e possiedono livello di acidità molto basso, da qui la qualità dell'extravergine derivato.

  • Brandofino "Randazzisa"

    L'ulivo di Brandofino si distingue per la sua caratteristica morfologia: i suoi rami si estendono verso l'alto conferendo all'albero un aspetto particolarmente scenografico grazie anche alla chioma che risulta essere abbastanza fitta. Le foglie, di forma tipicamente ellittico lanceolata con curvatura verso l'alto, hanno dimensioni medie e presentano un colore verde abbastanza lucido, mentre sui rametti è possibile osservare una quantità piuttosto scarsa di fiori. La drupa dell'olivo Brandofino ha un colore che nella fase di maturazione volge verso il violetto anche se tale tinta tende a non ricoprire interamente il frutto. È una cultivar esclusivamente da olio e dalle ottime proprietà organolettiche, presentando un livello di acidità piuttosto basso, e contenendo acidi grassi insaturi, beta-carotene e tocoferoli.

  • biancolilla

    Conosciuta anche sotto altre denominazioni (Bianca, Bianchetto, Biancolina, Imperialidda, Jancuzza), la cultivar Biancolilla è tra le varietà più antiche di ulivi italiani.Cultivar autoctona siciliana, i suoi olivi sono delle specie autofertili, cioè non necessitano di impollinazione da parte di altre cultivar e per questo motivo viene spesso utilizzata come impollinatrice. Sono piante molto vigorose, il cui tronco si sviluppa in modo piuttosto ampio e la cui chioma tende ad ampliarsi sia in altezza che in larghezza, dai rami robusti e con poca fioritura, dalle foglie di colore verde scuro e di forma lanceolata. La drupa di questa cultivar raggiunge al massimo i quattro grammi di peso e assume forma ellittica leggermente asimmetrica, con apice appuntito e base arrotondata. La superficie del frutto presenta rare lenticelle di grosse dimensioni. Questa varietà di olivo produce ad anni alterni e assicura una resa non molto elevata. Adatta alle zone collinari, tollera bene le temperature basse e le gelate e resiste bene al cicloconio. Questa cultivar è monouso: non viene, infatti, usata per il consumo da mensa ma per la produzione olearia. L'olio extravergine di oliva Biancolilla è considerato molto pregiato, il Biancolilla viene utilizzato spesso sia per la realizzazione di extravergine monovarietale sia in miscele, in modo da armonizzare il sapore di altre varietà di olii.

divisore animato oro

I nostri vigneti

  • nerello mascalese

    Il Nerello mascalese, detto anche Negrello (Niuriddu mascalisi), vitigno a bacca rossa autoctono etneo è annoverato tra le varietà più pregiate in Italia. È presente in diverse province siciliane ma è il terroir unico del vulcano a darne le versioni più prestigiose, gli Etna DOC. Tra i vitigni più antichi di cui si abbia traccia, viene coltivato tradizionalmente fra i 350 e i 1000 s.l.m. nella forma ad alberello e a cordone speronato. In particolare, i nostri vigneti di Nerello Mascalese sorgono a circa 800 m di altitudine, ed essendo di conseguenza soggetti a forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, sviluppano un importante profilo aromatico dell’uva. L'uva ha una caratteristica forma oblunga e di colore rosso chiaro e il terreno lavico ricco di minerali (in particolare di ossidiana) le dona le doti di eleganza per le quali è nota. È un vitigno a maturazione tardiva e la sua vendemmia viene effettuata a metà ottobre. I vini prodotti con questo vitigno sono a elevata gradazione alcolica (13-14°) e molto spesso destinati ad un lungo invecchiamento. Per conoscere bouquet, sapori, abbinamenti e le tecniche di vinificazione dei nostri vini Turano di Nerello Mascalese clicca sopra questa breve descrizione.

  • nerello cappuccio

    Il vitigno Nerello Cappuccio è l’altra varietà di Nerello diffuso in Sicilia. Lo si trova soprattutto nella zona Etnea, crescendo sulle pendici dell'Etna fra i 350 e i 900 metri s.l.m. Il Nerello Cappuccio concorre per circa il 20% all’uvaggio del vino Etna rosso DOC. Il termine Nerello deriva sicuramente dalla intensa colorazione delle uve, mentre “cappuccio” deriva dal caratteristico portamento della pianta coltivata ad alberello (pratica degli antichi greci). Come il Nerello mascalese anche il Nerello Cappuccio viene raccolto molto tardi, verso la metà di ottobre. L’ampelografia del Nerello Cappuccio presenta una foglia medio grande e un grappolo piccolo e compatto. L’acino ha una forma regolare, è piccolo e presenta colore nero-blu e buccia spessa ricoperta di pruina. La polpa è succosa, mediamente dolce con qualche punta acidula. Il Nerello Cappuccio ha  buona vigoria e resiste sia alle condizioni atmosferiche avverse sia alle infezioni parassitarie che possono compromettere lo stato di salute dell’intera pianta. Dal Nerello Cappuccio si ottiene un vino dal colore rosso rubino con sfumature violacee. Per conoscere le caratteristiche tecniche e gli abbinamenti dei nostri vini clicca sul testo sopra questa breve descrizione.

  • carricante

    Il Carricante è il più diffuso vitigno autoctono dell'Etna a bacca bianca , cresce fino ad elevate altitudini (a 750-950 metri s.l.m.) e costituisce la base principale dell'Etna bianco DOC. Vitigno antico, anche per il Carricante si propende per l’origine greca. Il suo nome deriva dall’espressione siciliana “u carricanti”, che sottolinea l’abbondante produzione delle sue piante, che va contenuta con severe potature e controllo del numero delle gemme, per ottenere uve di qualità e con buona concentrazione aromatica. Il grappolo è di dimensioni medie e gli acini hanno una buccia giallo-verde, spesso coperta da pruina. Il terroir esalta le sue caratteristiche, grazie a suoli minerali di basalto e porfido, ottimi per dare ulteriore sapidità al vino finale. Anch'esso é a maturazione tardiva e dà vini contraddistinti da un’elevata acidità fissa, da un Ph particolarmente basso e da un notevole contenuto in acido malico. Il Carricante dà origine a grandi vini bianchi d’inaspettata durata (oltre 10 anni), e sono spesso paragonati ai Riesling alsaziani. Per conoscere bouquet, sapori, abbinamenti e le tecniche di vinificazione dei nostri bianchi Turano clicca sopra questa breve descrizione.